Panorama di SoranoPanorama di Sorano

L'area dei tufi, all'estremità sud-orientale della provincia di Grosseto, comprende i territori comunali di Sorano, Pitigliano e una parte di Castell'Azzara.

Geograficamente la zona è chiusa a nord dalla parte sud-orientale del massiccio del Monte Amiata, a est e a sud è delimitata dal confine con il Lazio e a ovest si inoltra nelle colline dei fiumi Albegna e Fiora.
Tutta l'area è caratterizzata dalla presenza di rocce tufacee e da una concentrazione naturale di gas radon superiore alla media.

Abitata fin da epoche remote, l'area delle Città del Tufo si caratterizza per i suggestivi insediamenti rupestri, borghi e fortificazioni medievali sorti nelle vicinanze di importanti centri etrusco-romani.

Il fiume principale della zona è il Fiora; altri corsi d'acqua minori sono il Lente che raccoglie le acque del Meleta e del Prochio e lo Stridolone, affluente del Paglia.

Gran parte del territorio è collinare, con quote medie comprese tra i 200 e i 400 metri s.l.m., fanno eccezione alcuni modesti rilievi montuosi che superano di poco gli 800 metri e che, nella parte settentrionale, costituiscono il preludio al non lontano cono vulcanico del Monte Amiata.

Il clima dell'area è continentale (elevate escursioni termiche che determinano minime invernali rigide e massime estive piuttosto elevate). Le precipitazioni si attestano in media attorno agli 800 mm all'anno e si concentrano soprattutto nelle mezze stagioni, con la siccità estiva interrotta temporaneamente da brevi ma intense manifestazioni temporalesche pomeridiane o serali di natura termo-convettiva. I valori medi però sono poco indicativi, perché l'area può essere interessata da annate molto siccitose e da altre più piovose.

Come già detto, la roccia tufacea è il tratto che più caratterizza l'intera area. Il territorio si presenta frastagliato in enormi speroni di tufo intagliati da vani rupestri un tempo abitati ed ancora oggi impiegati come magazzini o ricovero per attrezzi agricoli. Sempre al tufo è strettamente legata la storia di questo lembo della Maremma collinare. Nel corso delle epoche storiche questo materiale ha permesso alle antiche popolazioni preistoriche, etrusche e medioevali di sfruttare e modellare il territorio edificando necropoli, tagliando la roccia per costruire vie di comunicazione, scavandola per creare tombe, colombari, abitazioni e molto altro.

Approfittando della naturale conformazione del territorio e grazie a poche fortificazioni i primi abitanti si garantivano l'inespugnabilità dei loro villaggi. Dal tufo è infatti possibile estrarre facilmente blocchi lavorabili per l'edilizia. Inoltre, quando è esposto all’aria, questo materiali acquista maggior consistenza e se gli edifici necessitavano di ampliamenti era possibile scegliere se accrescerli in altezza oppure scavarne le fondamenta ottenendo così nuovi ambienti atti a ospitare cantine, ripostigli, ma anche perfetti vani ad uso abitativo che mantengono una costante temperatura durante tutto l'anno. Questa caratteristica si riflette negli attuali borghi, con le case addossate le une alle altre e costruite in tufo, che trasmettono la sensazione di essere tutt’uno con gli speroni di roccia sottostante.

Le zone circostanti sono molto fertili e adatte alle colture dei vitigni e degli ulivi.

L'origine del tufo è vulcanica. Durante l'attività esplosiva i vulcani emettono dei materiali che dopo aver subito un trasporto più o meno prolungato si depositano in ambiente subacqueo o subaereo. I materiali incoerenti vengono successivamente cementati e trasformati in rocce chiamate piroclastiche tra queste ci sono appunto i tufi. Formati soprattutto da materiale di dimensioni comprese fra i 30 mm e 2 mm (lapilli) queste rocce devono il loro colore, struttura e composizione all’ambiente in cui avviene la deposizione e che può essere estremamente variabile.

Roccia di TufoRoccia di Tufo