Il Cavone

SI COMUNICA CHE A SEGUITO DELLE ABBONDANTI PIOGGE CADUTE NEL MESE DI NOVEMBRE RESTA CHIUSA  AL PUBBLICO LA  VIA CAVA:
IL CAVONE (nella necropoli etrusca di Sovana)


Le Vie Cave, chiamate anche “tagliate”, sono una creazione ancora poco conosciuta degli Etruschi.

Questi affascinanti percorsi viari scavati a cielo aperto nelle colline di tufo non hanno raffronti in altre civiltà del mondo antico. Per questo sono sono state fatte numerose ipotesi sulla loro reale funzione: canali per convogliare le acque piovane dai pianori alle valli, semplici vie di comunicazione, passaggi strategici studiati contro i nemici, sentieri cerimoniali e così via...

All'interno del Parco Archeologico Città del Tufo, le Vie Cave di Sorano e Sovana conducono il visitatore alla scoperta delle necropoli etrusche. Camminare nelle “tagliate”, tra pareti di tufo alte anche più di venti metri, è un emozione impossibile da descrivere.

Percorrere queste Vie, immersi in un'ambiente naturale suggestivo e incontaminato, permette di calarsi in un atmosfera magica, a contatto col sottosuolo e con una dimensione “altra”.

In un paesaggio caratterizzato da ampi pianori tufacei incisi da profonde valli, questi sentieri ripidi, tortuosi e profondamente scavati nella roccia tufacea consentono di economizzare i tempi di percorrenza collegando i centri abitati, la campagna coltivata sulle alture, le necropoli e gli altri insediamenti.

La Via Cava di Poggio Prisca

Di fronte allo stupore che si prova percorrendo queste imponenti trincee scavate in antico senza l'aiuto di mezzi meccanici occorre fare alcune precisazioni per valutare nella giusta ottica l’effettivo lavoro occorso alla loro realizzazione: il tufo è una roccia che quando è ancora umida è facilmente lavorabile e inoltre il livello di percorrenza odierno è assai più basso di quello originario (a volte di più di dieci metri). Per questo si è ipotizzato che al momento della prima realizzazione del percorso la trincea scavata nel tufo doveva avere una profondità minima, utile a superare agevolmente il dislivello tra le quote e che gli ulteriori approfondimenti sarebbero da ricondurre a successive opere di rifacimento che avevano lo scopo di regolarizzare l’erosione del piano di calpestio, consumato in particolare dagli zoccoli degli animali (muli, asini, cavalli).

Alcune Vie Cave sono sicuramente riconducibili, nel loro impianto originario, al sistema viario di epoca etrusca: è questo il caso della Via Cava del “Cavone” nella necropoli di Sovana. L’impianto etrusco di questa importante direttrice viaria verso il Monte Amiata, è attestato, in maniera inequivocabile, dalle numerose tombe a camera arcaiche che vi si affacciano e, soprattutto, dall’iscrizione etrusca Vertna che indica un gentilizio (corrispondente al nostro cognome) individuata sulla parete sinistra, a circa 170 cm dal piano stradale odierno.

Altre Vie Cave risalgono all'epoca medievale oppure in tale periodo sono state oggetto di rifacimento. In tutte le Vie Cave si nota un’attenta opera di regimazione delle acque che è ormai quasi completamente compromessa a causa dell’abbandono in cui si trovano da qualche decina di anni.

Durante l'epoca cristiana la particolare dimensione di oscurità che avvolge questi profondi tagli nella roccia e la suggestione che da essi emana hanno favorito la realizzazione di numerosi “scacciadiavoli” (piccole nicchie con immagini sacre dipinte) con lo scopo di soccorrere e rassicurare i viandanti. Ma la particolare atmosfera che si vive in questi percorsi ha anche reso possibile il perdurare di antichi riti pagani come quello che, fino al secondo dopoguerra si svolgeva tutti gli anni, il 19 marzo, nella Via Cava di S.Giuseppe a Pitigliano: una processione notturna durante la quale si portavano in processione delle fascine ardenti.

L’uso di queste “scorciatoie” si è protratto fino a tempi abbastanza recenti e oggi le Vie Cave continuano ad essere percorse dagli escursionisti e dai visitatori che rimangono affascinati dalla dimensione suggestiva e da un ambiente naturalistico unico nel suo genere. A questo proposito non si deve dimenticare infatti l'importanza che le Vie Cave rivestono dal punto di vista ecologico-ambientale. Le particolari condizioni climatiche e ambientali sviluppatesi in questi sentieri, hanno determinato un microclima che ha favorito la crescita di piante tipiche di ambienti umidi e ombrosi. Percorrendo le Vie Cave si incontrano quindi vari tipi di felci e, lungo i percorsi più stretti, le ripide pareti appaiono quasi interamente ricoperte da muschi e licheni che donano un indiretto riflesso verdastro alle zone più ombrose dei cavoni. Un genere particolarmente frequente è poi costituito dalle edere che avvolgono i fusti delle piante presenti ai bordi delle tagliate e che, ricadendo talvolta all'interno dei percorsi assieme alle caratteristiche liane, accrescono la bellezza del luogo.

La Via Cava di San Sebastiano